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Faq Frequently asked questions

FAQ


  1. Colorazione
    Come ottenere il risultato ottimale?

    La colorazione “LECABLOCCO” è realizzata nella massa con pigmenti inorganici (ossidi) che non si alterano nel tempo, mentre tecnologie di fabbricazione aggiornate assicurano la massima costanza possibile, tuttavia fra blocchi di geometria diversa e fra una partita e l’altra variazioni di tonalità ed affioramenti (di norma molto lievi) di CaCO3 dovuti alla carbonatazione del cemento sono al di fuori del nostro controllo. Si consiglia pertanto:

    • l’impiego sulla stessa parete di un solo tipo di blocco che passi a tutto spessore davanti alle strutture e quando non è possibile foderando con tavelle comprese in certe tipologie; oppure ricavandole dai blocchi correnti segnadoli longitudinalmente, evidenziare questi blocchi con colori e/o superfici diverse;
    • ordinare nella quantità giusta i blocchi necessari affinchè la partita possa essere prodotta in una volta sola o suddividere a lotti per corpi e parti di fabbricato distinti, le aggiunte costituiscono sempre un rischio;
    • nella posa miscelare i blocchi fra pacchi diversi per evitare la disomogeneità;
    • prescrivere sempre il lavaggio, che impreziosisce l’esecuzione, omogeneizza le tonalità ed elimina macchie od efflorescenze, seppur rare sui nostri manufatti di fabbricazione o posa.

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  2. Parapetti
    Come possono essere realizzati?

    Tutti i blocchi a faccaivista da 12 cm di spessore sono idonei ad essere utilizzati per la formazione di parapetti a vista su entrambe le facce, in quanto una percentuale di blocchi forniti nel pacco è predisposta can cavità passante per la realizzazione di piccole nervature in c.a. verticali atte a resistere alle spinte orizzontali. il parapetto può essere realizzato o con la muratura appoggiata sulla soletta cpm cordolo a vista, oppure con l’uso di una tavella da rivestimento del cordolo soletta. I parapetti realizzati con i blocchi a facciavista non necessitano di manutenzione, garantiscono una resistenza alla gelività e possono personalizzare l’edificio con le numerose superfici e colorazioni disponibili.

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  3. Accostamento fra materiale eterogenei
    Cosa è necessario fare per tener conto dei rischi di fessurazioni dell'intonaco?

    E’ necessario foderare le strutture con tavelle della stessa natura del muro, riducendo così la necessità di giunti di controllo, attenuando nel contempo i ponti termici, oppure stuccare i microcavilli dell’intonaco con paste elastiche prima di pitturare la parete (es. sistema ciclo “Aquadur”).
    In murature portanti le tavelle di foderamento dei cordoli orizzontali non debbono superare 1/4 dello spessore del muro, non essere aggiunte in tempi successivi e posate obbligatoriamento a cassero.

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  4. Giunti di controllo
    A cosa servono?

    Tutti i materiali da costruzione (laterlizio, pietra, blocco di calcestruzzo pesante o leggero, ecc…) sono soggetti a movimenti dimensionali. Questi movimenti sono originati da variazioni di temperatura, di umidità e dai movimenti trasmessi alle murature da altre parti della struttura edilizia (assestamenti, ecc…). Il sommarsi di questi effetti produce un continuo succedersi di allungamenti e contrazioni. La presenza di vincoli strutturali (solai, travi, pilastri, ecc…) impedisce il libero movimento delle murature e danno origine a sollecitazioni all’interno del muro che possono a volte, in particolari situazioni architettoniche e strutturali ed in presenza di condizioni climatiche severe originare cavillature che, our non pregiudicando la stabilità dell’edificio, costituiscono inconvenienti estetici e funzionali.
    Al fine di contenere e controllare gli effetti dei movimenti dimensionali, normative estere fra le quali quella CEB raccomandano l’esecuzione di una serie di particolari costruttivi fra i quali i giunti di controllo.

    I giunti di controllo, sono interruzioni continue della sezione verticale del muro che, qualora si manifestino tensioni superiori alla resistenza a trazione e taglio della parete, permettono a queste di scaricarsi evitando di creare fessurazioni. Regole per i giunti di controllo:

    • il posizionamento e l’intervallo fra i giunti è funzione dello spessore del muro e del movimento dimensionale del materiale;
    • la stabilità della parete in corrispondenza al giunto va assicurata dall’inserimento di spezzoni metallici sagomati annegati nei giunti di malta orizzontali o da nervature verticali gettate nella cavità dei blocchi adiacenti;
    • vanno eseguiti con le seguenti metodologie per ottenere la tenuta all’acqua meteorica ed all’aria:
      • nei facciavista sigillando con elastomeri siliconici previo inserimento di filtene;
      • nelle murature da intonaco il giunto va prolungato sull’intonaco e sigillato come sopra; tuttavia se non si desidera evidenziarlo consigliamo un trattamento tipo “ciclo Aquadur” realizzato con rete, elastomeri liquidi ed in pasta applicati dal pittore con modalità e tempi specifici, il tutto non visibile e idoneo a ricevere qualsiasi pittura. Si può omettere la realizzazione anticipata dei giunti intervenendo con detto trattamento su fessure e cavillature che eventualmente si formassero prima di verniciare.

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  5. Murature esterne a facciavista
    Come renderle idrorepellenti?

    I nostri blocchi a facciavista, oltre ad essere fabbricati con specifico conglomerato, subiscono un trattamento nella massa che li rende “idrorepellenti” proprietà che pur lasciando traspirare la muratura blocca la risalita per capillarità e l’assorbimento così da impedire la penetrazione delle acque meteoriche a pressione atmosferica ma non sono e non devono essere impermeabili. Per ottenere una muratura idrorepelente è necessario:

    • impiegare blocchi idrorepellenti;
    • impiegare nella posa dei blocchi, malta idrorepellente (consigliamo i nostri additivi specifici per quell’uso o l’utilizzo delle nostre malte pronte in sacchi), giunti di almeno 1 cm di spessore stillati in maniera da evitare ristagni d’acqua e assorbimento per capillarità, continui e senza fori;
    • blocchi che siano posati con il metodo “shall bedding” ossia con l’eventuale fondo chiuso o corrimalta orizzontale rivolto verso l’alto, la malta distribuita sulle fasce laterali, in modo da rompere la conitnuità fra lo strato di malta interno e quello esterno che diversamente potrebbe creare una via preferenziale ad eventuali infiltrazioni lasciando libera la cavità centrale passante per drenare eventuali casuali infliltrazioni e/o condense interne;
    • realizzare un sistema di drenaggio con eventuali guaine, gusci, in corrispondenza dei solai quando possibile ricorrere ad un ribassamento sulla correa, al piede delle murature, pareti o rivestimenti, all’appoggio su solai, sopra le corree intermedie e gli architravi;
    • proteggere superiormente la muratura con cornicioni o scossaline;
    • per le murature monostrato di grande specchiatura e fortemente esposte alle intemperie, si consiglia, a maggiore garanzia, un trattamento protettivo con vernice “silosanica”;
    • realizzare quei particolari costruttivi e suggerimenti consigliati nella presente, nella letteratura tecnico specifica e dai nostri tecnici che in merito sono disponibili ad offrire la loro collaborazione, frutto di un’esperienza aziendale trentennale.

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  6. Murature intonacate
    Devo seguire regole particolari per l'intonaco?

    Si, in quanto le murature intonacate vengono realizzate utilizzando blocchi che presentano una superficie grezzo non idrorepellente e quindi, la loro tenuta agli agenti atmosferici è affidata all’intonaco esterno che dev’essere eseguito su muratura asciutta come segue:

    1. strato: spessore ±2 mm
      Rinzaffatura coprente di fondo composta da sabbia grossa 2-4 mm + cemento calce idraulica;
    2. strato: spessore > a 15 mm
      Intonaco grezzo a base di sabbia fine (1-2 mm) con cemento, calce idraulica ed idrofugo;
    3. strato: spessore 2 mm
      Intonaco di finitura a base di malta fine bagnata di grassello in calce;
    4. strato: Pittura traspirante per esterni.

    L’intonaco interno invece dev’essere traspirante ed eseguito come segue:

    1. strato: spessore ±2 mm
      Rinzaffatura coprente di fondo composta da sabbia grossa 2-4 mm + cemento calce idraulica;
    2. strato: spessore > a 15 mm
      Intonaco grezzo a base di sabbia fine (1-2 mm) e calce idraulica;
    3. strato: spessore 2 mm
      Intonaco di finitura a base di malta fine bagnata di grassello in calce;
    4. strato: Pittura traspirante per esterni.

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  7. Resistenza al fuoco
    Come posso verificarla?

    E’ proporzionale allo spessore pieno equivalente ed alla natura del conglomerato; è verificabile, al di là delle certificazioni, dalla sottoriportata tabella (fonte BOCA NATIONAL BUILDING 1990 USA):
    Si consiglia inoltre di curare la staticità delle pareti e dei particolari di fissaggio e sigillatura che, soggette al fuoco, subiscono sollecitazioni ben superiori a quelle che risultano dalle verifiche statiche in condizioni normali.

    RESISTENZA AL FUOCO γ ≤ 1600 ( 1 )
    spessore pieno mm
    γ ≤ 2200 ( 2 )
    spessore pieno mm
    30′ 45 50
    60′ 65 70
    90′ 82 90
    120′ 90 120
    180′ 110 132

    (1)conglomerato di argilla espansa;
    (2)conglomerato calcareo (calcestruzzo)
    Per verificare lo spessore pieno equivalente moltiplicare lo spessore x (1 – % foratura)

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  8. Fonoisolamento
    Come mantenere i valori dichiarati?

    Affinchè i valori dichiarati trovino corrispondenza in prestazioni pratiche, si consiglia nell’eseguire la parente fonoisolante:

    • d’interporre uno strato separatore al contatto con le altre strutture (pavimento, soffitti, muri);
    • di non incorporare in essa impieanti di nessun genere;
    • interrompere i solai in corrispondenza del muro con un cordolo;
    • che le aperture nelle pareti adiacenti siano disposte in modo da non favorire una facile diffusione dei rumori.

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  9. Isolamento termico condense e muffe
    Come si possono evitare?

    Premesso l’impiego obbligatorio di manufatti che rispondono alle leggi vigenti sul risparmio energetico e le verifiche con il diagramma di Glaser per evitare muffe e condense si consiglia di:

    • foderare con tavelle coibenti, corree, travi e pilastri in c.a. per mitigare i ponti termici da cui s’innesca il fenomeno;
    • dare la giusta maturazione alle aprti dell’edificio prima del suo impiego;
    • assicurare un giusto ricambio d’aria, sia con mezzi meccanici che dando istruzione in merito all’utente che deve arieggiare e mantenere d’inverno la temperatura di progetto.

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  10. Superfici, colori e idrorepellenza
    I blocchi sono indicati anche per uso facciavista?

    La grande varietà disponibile di colori, tonalità, sfumature e superfici, ottenuta attraverso una constante, meticolosa ed approfondita ricerca di laboratorio, è un’inesauribile sorgente creativa per il progettista. L’idrorepellenza, insieme al basso assorbimento d’acqua, lo spessore delle nervature esterne, il comportamento al gelo disgelo sono le qualità che certificano l’idoneità di un manufatto ad essere impiegato in murature esterne facciavista.
    I bloxxhi facciavista della EDIL Leca, in particolare la versione “facciavista architettonico” sono fabbricati con conglomerati speciali di codice FFI, FGI, FLI, FHI, rispondono in modo ottimale a questi requisiti e le loro prestazioni risultano superiori anche rispetto a quelle di materiali il cui impiego vanta una più lunga tradizione. La colorazione è realizzata nella massa con impiego di pigmenti inorganici (ossidi) che non si alterano nel tempo mentre tecnologie di fabbricazione aggionrnate assicurano la massima costanza.

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  11. Precisione dimensionale e caratteristiche architettoniche
    I blocchi hanno tutti la stessa dimensione?

    Dalle miscele ottimali, ottenute con materie prime ed ausiliarie selezionate, al processo produttivo idoneo in ogni suo componente gestito da tecnici e maestranze di provata capacità ed esperienza, da un severo controllo di qualità (confermato dalla certificazione del sistema qualità e dalla marcatura CE) e dalla collaborazione che la EDIL Leca è in grado di offrire per assicurare ad ogni livello un impiego ottimale del LECABLOCCO, deriva un attento e costante esame delle esigenze dell’utente finale con una progettazione cirretta dei prodotti, con spessori adeguati e le giuste densità del conglomerato.
    I nostri processi produttivi ci portano ad otttenere una precisione dimensionale che consente tolleranze da + 1 mm a – 3 mmin lunghezza e spessore (nei blocchi splittati la tolleranza dello spessore è di ± 4 mm) e ± 1,5 mmin altezza rispetto alle dimensioni di fabbricazione, come da norma EN 771-3 categoria D3, di gran lunga inferiori a quelle relative a qualsiasi altro manufatto edilizio, consentono una progettazione modulare.

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  12. Le resistenze meccaniche a compressione
    Come si comporta il blocco alle sollecitazioni?

    L’ottimizzazione della gemometria, dei manufatti, delle miscele dei conglomerati e delle tecnologie di fabbricazione hanno consentito di ottenere nelle rispettive classi di densità valori elevati e costanti: di conseguenza le murature risultano idonee ad essere portanti pluripiano, ai sensi del D.M 103 del 20.11.87, mentre per le prestazioni della muratura tradizionale alle sollecitazioni orizzontali, la EDIL Leca ha progettato per prima in Italia un sistema costruttivo in muratura portante armata “MBZ”, che ha ottenuto l’idoneità statica dal Consiglio Superiore dei LL.PP.

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  13. Il calore specifico e la diffusività termica
    Come viene disperso il calore?

    Nel bioclima il calore specifico “C”=1047 J/kgK, correlato alla massa volumica γ ed alla conduttività termica λ nell’espressione λ/(Cγ) esprime la diffusività termica il cui valore deve essere il più basso possibile; per Bioclima è pari a 0,0012 ossia 3 volte inferiore a quella del calcestruzzo e 5 volte inferiore a quella della lana di vetro da cui si deduce che il lecablocco lascia passare con estrema lentezza il calore rispetto agli altri due materiali conservandolo più a lungo fornendo quindi un maggior comfort energetico.

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  14. La permeabilità al vapore
    L'isolamento termico peggiorerà nel tempo?

    Le murature in LECCABLOCCO , hanno anche un bassissimo assorbimento d’acqua per capillarità e, essendo permeabili al vapore non ne vengono saturate per merito della scorza clinkerizzata che protegge la struttura cellulare del granuli Leca. Infatti da una campagna di prove eseguite in Val Padana l’umidità risulta mediamente pari al 2,5% invece del 4% previsto dalla Norma UNI 10351. Di conseguenza l’isolamento termico si mantiene integro, durante la vita dell’edificio impedendo nel contempo il formarsi di condense e muffe.

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  15. La trasmittanza
    Che benefici introduce?

    I valore di trasmittazna dichiarati nelle tabelle tecniche sono stati calcolati analiticamente secondo la UNI EN ISO 6946 EN 1745 assumendo le conduttività riportate nella UNI 10351. I valori di trasmittanza di BIOCLIMA e FONOISOLANTE da intonaco sono i più performanti del mercato a parità di prestazioni meccaniche, e soddisfano con spessori minimo, senza ricorso a disolanti leggeri, le leggi in vigore; peraltro questi bassi valori di trasmittanza combinati alal massa volumica ideale dei suoi conglomerati ottimizzano l’inerzia termica e cui parametri di smorzamento (attitudine della parete a ridurre gli sbalzi di temperatura) assicurano il massimo risparmio energetico e “comfort” in ogni stagione.

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